Lettera alla mia mamma.

Lettera alla mia mamma.

Ciao mamma, sono passati quasi cinque anni.

 

Sembra niente e sembra un’eternità.


Sono stati cinque anni intensi.

Quante cose sono già cambiate.

Il tempo non si ferma, la vita non si ferma, nonostante la gioia, nonostante il dolore, nonostante la noia.


Tu non lo sai, non puoi immaginare quanto la tua mancanza sia stata fondamentale per la mia crescita.

Ho dovuto smettere di essere una bambina, sai?


Finché c’eri tu, anche se ero già adulta e già mamma, a volte mi trasformavo in una bimba piccola che faceva i capricci per avere la tua attenzione. Ti rincorrevo ovunque.

Volevo solo che tu mi vedessi.

Che tu mi amassi per quella che sono.


Ho passato una vita a convivere con la sensazione di non essere stata la figlia che desideravi, quella che avevi cercato di avere con così tanta fatica.

Non ero la bimba che si lasciava mettere i vestitini, che faceva fare i codini con i fiocchi di raso.


No.


Io scappavo nuda perché ero una guerriera incompresa.

Mi imbrattavo di terra e di fuliggine del tubo di scappamento dell’auto del vicino.

Sezionavo i vermi per vedere com’erano fatti dentro.

Avevo la voce troppo alta, sempre qualcosa da dire, una polemica nata.


Vivevo in un mondo troppo strano per te.

Passavo ore chiusa in una stanza a immaginare, senza fare niente.


Eravamo così diverse, mamma, vero?


Tu ti affidavi senza fare domande.

Io vivevo, e vivo, di dubbi e domande, alla costante ricerca della verità.


Avevi i tuoi rituali d’amore che capisco solo ora.

I nostri piccoli momenti di felicità che oggi vorrei tanto rivivere.


Mi hai fatto amare il cinema,

la pizza ai quattro formaggi,

il tempo semplice insieme,

i prati e le montagne.

Il mare.


Non ci capivamo, io e te.

Eppure il nostro è stato l’amore più grande dell’universo.


Perché forse lo capisci solo attraverso il dolore che l’amore non è pace inerme ma scontro, confronto, crescita.


Ah, quanto ho rivalutato tutto il nostro rapporto, mamma.

Quanto male hai vissuto e, nonostante questo, hai fatto del tuo meglio per amare.


Con i mezzi che avevi.

Come potevi.


Ma hai amato.

Anche quando, a un certo punto, hai lasciato che il dolore ti portasse via con sé, dentro la sua nube nera.


Ricordo ancora i tuoi ultimi giorni.

Quando, nei deliri della fine, pensavi fossi tornata piccola.

Io cercavo di imboccarti e tu non capivi perché fossi io a prendermi cura di te.


E alla fine, proprio alla fine, mi hai vista davvero.


Sembra strano da dire ma la mia vita è migliorata da quando non sei più qui.

E sai perché?


Perché ho fatto tesoro del dolore.

Un tesoro immenso.

E l’ho trasformato in bellezza.


È un lavoraccio, sai.

Lo è davvero.


Cercare amore e bellezza in un mondo che si sgretola sotto il peso dell’odio e del dolore.


Ma io ho vinto la mia piccola guerra personale e ora provo a combatterne una più grande.


Ti amo mamma,

sei sempre con me.


Alice Chiara

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