Sì è chiuso davvero un cerchio?

Sì è chiuso davvero un cerchio?

Stamattina io e Viola abbiamo guardato insieme l’ultima puntata di Stranger Things.

Abbiamo iniziato questa serie quando lei era ancora una bambina e si è conclusa ora, che è cresciuta ed è diventata un’adolescente.


I pianti che ci siamo fatte sono stati incontenibili, con i singhiozzi.

Non solo per la fine di una serie che, nel bene e nel male, ha segnato la sua infanzia, ma perché i protagonisti sono cresciuti insieme a lei. E quel finale, per entrambe, è stato profondamente commovente: lei si è rivista in loro, e io pure.


Inizio 2026.

Fine di una serie generazionale.

Fine dell’infanzia, inizio dell’adolescenza per Viola.

Inizio di una nuova maturità per me.


Perché sì, nonostante gli ultimi mesi dell’anno siano stati attraversati dal tentativo di ricreare vecchi schemi dolorosi del passato, è come se avessi davvero salutato la vecchia Alice Chiara.

Non l’ho respinta: l’ho integrata. Ora fa parte di quella nuova.


Con le sue paure, i traumi finalmente elaborati e, soprattutto, il perdono.

In un abbraccio.


Come ho già detto più volte, non credo che esistano inizi o fini netti: la vita è circolare. Tutto ritorna, ma in forme diverse, finché le lezioni non vengono comprese.


Quest’anno ho scelto di non fare bilanci. Non mi appartengono più.

Sto imparando, piuttosto, a guardare le cose con lucidità, a integrare, a comprendere senza giudicare.


E, lentamente, sto anche imparando a non attaccarmi più a cose, persone o risultati.

A lasciare scorrere.

Ad amare senza trattenere.

Ma soprattutto a mettermi al primo posto, ad accettare finalmente una forma di sano egoismo: perché ho capito che si può amare davvero l’altro solo quando si ama sé stessi sopra ogni cosa.


Così, in un momento intenso fatto di lacrime e abbracci con la mia “bambina”, lascio andare un periodo della mia vita che continuerà a esistere nello spazio-tempo, ma che non abita più il mio presente.


Porto con me gli affetti autentici, le persone che mi hanno sempre vista davvero, che sono rimaste nel tempo, oltre ogni avversità.


Lascio andare il dolore di ciò che non è più e di ciò che non poteva essere, perché non era destinato a me.


Lascio andare, con amore, anche la mia amata zia Anna che, con la sua morte, ha chiuso un ciclo familiare chiamato ora a trovare una nuova forma di espressione.


Profondamente grata per tutto, auguro a tutte voi un buon proseguimento.


Che i cicli della vostra vita possano ricordarci che tutto è temporaneo:

le cose cambiano, le persone se ne vanno, ma tu resti.


Un abbraccio profumato, con amore

Alice Chiara 🌸

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