Sogno un mondo dove i social abbiano fatto il loro tempo.

Sogno un mondo dove i social abbiano fatto il loro tempo.

Lunedì, per puro caso (o forse no, chissà!), mi sono ritrovata alla celebrazione di una messa ortodossa.

Una lunghissima messa ortodossa.

Due ore.

Due ore in cui, senza capire la lingua, ho smesso di ascoltare con la testa e ho iniziato ad ascoltare con il cuore.


E lì ho sentito qualcosa.

Ma ci arrivo.

Ora vi starete chiedendo cosa c’entri tutto questo con Aromapoetica.

In realtà niente.

E in verità tutto.

Sono stanca.

Ve lo posso dire?


Questo mondo non mi va più giù: si è fermato proprio lì, nel mio gargarozzo, e non riesco né a sputarlo né a inghiottirlo.


Sto facendo una fatica sovrumana.

Non riesco più a comunicare attraverso i social.

O meglio, ci provo, ma faccio molta, molta fatica.


Ogni tanto mi sembra che siamo finiti in 1984 di Orwell: dov’è finito l’amore?

Sono nata nel 1983 e ho vissuto il prima e il dopo.

Ricordo perfettamente l’arrivo di Facebook in Italia: sono già passati 20 anni.


All’inizio era una novità. Era divertente.

Tra amici ci scrivevamo in bacheca come se stessimo al bar.

Non sostituiva la vita reale: era un plus, un passatempo.

La gente non era arrabbiata.


Poi è arrivato Instagram.

Solo immagini. Quanto lo amavo.

Io, che adoro fotografare, mi divertivo un sacco.

Il testo era minimo: parlavano le immagini.


Ma poi cos’è successo?

Sono arrivati i video.

Sempre di più. Sempre più brevi.

La soglia dell’attenzione si è abbassata.

Non riusciamo più a stare concentrati.

Tutto scorre veloce: i trend, le regole, quello che oggi funziona e domani no.


Ehi.

Non sappiamo nemmeno più i numeri di telefono dei nostri amici a memoria.

Né le nostre password, né i nostri PIN.

Se restassimo senza telefono, saremmo fottuti.

È sempre più difficile organizzare un incontro.

Le persone non hanno tempo ma il tempo con la faccia sullo smartphone è altissimo.

Tutti parlano di tutto, ma in fondo nessuno sa più davvero.

Video sulle relazioni, strategie su strategie: sembra che, senza un manuale, non si possa nemmeno uscire a bere un caffè.


C’è una soluzione per tutto.

Psicologi, coach, nutrizionisti, guru di ogni tipo.

E ognuno ha la risposta giusta ai tuoi problemi.


Poi cammini per strada, e nessuno ti sorride più.

Siamo alienati.

La gente sceglie con chi uscire sui social come fosse un catalogo.


Rapporti vuoti, senza profondità, con l’idea di passare subito oltre.

E nel frattempo, fuori da questi schermi, il mondo brucia.

Guerre, violenza, morte.

Notizie che scorrono ogni giorno davanti ai nostri occhi, una dopo l’altra.


E la cosa che mi fa più paura non è solo quello che accade ma il fatto che ci stiamo abituando.


Ci abituiamo a tutto.

Anche all’orrore.

Scrolliamo, guardiamo, reagiamo un secondo… e poi via, al prossimo contenuto.


Come se fosse normale.

Come se fosse lontano.

Come se non ci riguardasse.


Abbiamo perso davvero la cosa più importante:

il tempo per amare,

il tempo per annoiarci guardando il cielo,

il silenzio, i profumi,

l’ascolto vero.


Ormai è tutto meccanico.

Analizziamo tutto e non viviamo niente.

L’altro giorno parlavo con una cliente del mio (ex) blog Violamirtillo.

Le raccontavo di come è nato e di quanto fosse seguito.

E mi ha chiesto:

“Perché non lo rimetti online?”

Boh.

Forse perché la gente non legge più.

Nemmeno i blog.


Mi chiedo: quante persone sono arrivate a leggere fin qui?

Tu lo hai fatto?

E se sei arrivata fin qui, forse ti starai chiedendo che cosa c’entrasse l’inizio sulla messa ortodossa.

Ora te lo spiego.

In quelle due ore ho fermato il pensiero logico.

E ho ascoltato con il cuore.


E per la prima volta, dopo tanto tempo, mi sono sentita più umana.

E più vicina a Dio.


Mi sono sentita a casa, anche in mezzo a sconosciuti.

E sono rimasta felice per tutto il giorno.

Come non mi succedeva da tempo.

Perché ho sentito qualcosa di vero.

Di autentico.


Forse qualcuna di voi avrà colto la mia apatia degli ultimi tempi.

E anche la mia difficoltà a comunicare qui.


E la domanda che continuo a farmi è:

che futuro può avere Aromapoetica se non ho più voglia di stare in questo mondo?


Non ho una risposta.


Ma avevo bisogno di condividere questi pensieri con voi.

Anche se non sono perfetti.

Anche se non sono lineari.


Io, in questo momento, ho più domande che risposte.

E una sola certezza: la voglia di tornare a baciarsi sulle panchine.


Vi abbraccio

Alice Chiara 🌸

Torna al blog

Lascia un commento

Si prega di notare che, prima di essere pubblicati, i commenti devono essere approvati.